Il Treno delle 7:42

Una storia di binari e sguardi

Ogni mattina, stesso treno, stesso vagone. I loro sguardi si incrociavano tra le pagine di un libro e lo schermo di un telefono, in quel rituale silenzioso che dura settimane senza che nessuno dei due abbia il coraggio di rompere l'incanto.

Lei leggeva sempre lo stesso romanzo — o almeno così sembrava, perché ogni mattina era alla stessa pagina, con la stessa espressione sospesa tra il sogno e la realtà. Lui, invece, fingeva di guardare il telefono mentre in realtà osservava il modo in cui la luce del mattino si posava sui suoi capelli.

Poi un giorno, un ritardo di venti minuti cambiò tutto. Il treno era fermo in aperta campagna. I passeggeri sbuffavano. E lei, per la prima volta, alzò gli occhi dal libro e li incontrò — quelli di lui. Un sorriso imbarazzato. Una domanda banale sul ritardo. Una risposta che divenne una conversazione.

Quando arrivarono finalmente a destinazione, lui aveva il suo numero. Lei aveva dimenticato di leggere. Il treno delle 7:42 non sarebbe mai più stato lo stesso.

Tutte le Storie Racconta la Tua